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Treviso: Congresso Giovani Democratici, dichiarazione sottosegretario Baretta

Questo pomeriggio il sottosegretario all’Economia e alle Finanze On. Pier Paolo Baretta ha partecipato al Congresso Regionale dei Giovani Democratici, tenutosi a Treviso presso il Palazzo dei Trecento. A seguire una sintesi del suo intervento.

“Il nostro obiettivo oggi è avere un’idea di quale Veneto vogliamo tra vent’anni. Sembra un orizzonte lontano ma non è così, è una finestra di tempo più che sufficiente per cominciare a pensare, a partire da oggi, al tipo di futuro che vogliamo per la nostra Regione.La politica, in questa fase storica, è concentrata sulla risoluzione dei problemi che si presentano giorno dopo giorno, dunque rischia di non avere una sufficiente visione dei problemi di medio periodo. Ma non si risolvono i problemi immediati se non si ha una prospettiva di che tipo di paese e di territorio vogliamo. Un’attenzione in questa direzione è fondamentale, stiamo ancora vivendo una fase di crisi da cui si sta lentamente uscendo, e se vogliamo uscirne bene dobbiamo discutere la qualità della crescita. Lo sforzo del PD, dei Giovani Democratici e del Governo centrale, che ha fatto delle riforme la bussola dell’intervento politico, deve manifestarsi nella formulazione di un’idea degli strumenti attraverso cui uscire dalla crisi. Dietro la battaglia referendaria che Renzi e il Pd hanno intrapreso c’è questo progetto di visione, c’è l’idea e la voglia di cambiare, di modernizzare le istituzioni con la determinazione di portare a casa dei risultati. Questa è la direzione di marcia che si vuole portare avanti, e non si torna indietro sull’idea di rimodernizzazione del paese dal punto di vista del lavoro, del welfare e dell’economia in generale. Come Giovani Democratici il vostro obiettivo deve essere sostenere la formazione e anche l’educazione digitale, perché grazie a una cultura informatica potremo superare il gap che ci separa dal resto del mondo e identificarci come un paese giovane e all’avanguardia. Bisogna anche mantenere un dialogo costruttivo con le istituzioni locali, nazionali e infine europee, perché in Europa bisogna presentarsi come un Paese unito, compatto e cooperativo in un ottica di cambiamento complessivo. Penso che se adottiamo questa strategia ci troveremo tutti a nutrire la speranza concreta di un futuro migliore, soprattutto per le giovani generazioni.”

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